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Tribunale di Brescia: rinvio a giudizio per i fondatori di SDL Centrostudi, Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti.

Tribunale di Brescia, al banco degli imputati Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti, soci fondatori della Sdl Centrostudi società bresciana che dal 2010 si occupa di tutelare i correntisti da “abusi” e “raggiri” perpetrati dalle banche.

Il processo è ufficialmente iniziato in data 15 ottobre 2018, alle ore 10,00 presso il Tribunale di Brescia, davanti al Giudice Chiara Desenzani.

Da leggere gli articoli sui quotidiani locali:
Truffa in concorso, via il processo per i due fondatori della Sdl – Corriere della Sera – Brescia – 16 ottobre 2018
Processo per truffa SDL udienza il 14 febbraio – Giornale di Brescia – 16 ottobre 2018 
Difensori dei correntisti ora a processo per truffa – Brescia Oggi – 16 ottobre 2018 

In udienza presenti solo i difensori degli imputati, lo studio dell’avvocato Gaetano Pecorella di Milano in difesa dell’imputato Serafino Di Loreto e lo studio dell’avvocato Luigi Bruno Peronetti del foro di Monza difensore di Stefano Pigolotti.

L’udienza pubblica ha visto la partecipazione di decine di persone provenienti da varie parti d’Italia, cito alcune città quali Bergamo, Milano, Venezia, Modena e Roma.

Presenti anche alcuni avvocati che hanno avanzato richiesta di potersi costituire parte civile in questo procedimento, tra i quali l’avvocato Bruno Del Duomo del foro di Milano per conto di SOS Utenti Associazione in Difesa dei Consumatori.

Come si è svolta l’udienza del 15 ottobre 2018.

diversamente da quanto affermato nella “La replica della società” SDL Centrostudi, nell’esercizio del diritto di replica, pubblicata sul quotidiano Corriere della Sera – Brescia, che qui vi riporto:

“… Nell’udienza di ieri sono state presentate alcune eccezioni di fondamentale importanza, tutte accolte e ammesse dal Tribunale che ha aggiornato l’udienza a febbraio 2019. …”

l’eccezione di fondamentale importanza, singolare, non plurale, SOLO UNA, a cui si fa riferimento è l’omessa notifica dell’atto di citazione al secondo difensore di Serafino Di Loreto.

Serafino Di Loreto infatti ha dato mandato a due difensori che collaborano nello stesso studio, vi è quindi l’obbligo legislativo di notifica dell’atto di citazione ad entrambi gli avvocati.

E’ chiaro che l’omessa notifica dell’atto di citazione implica la violazione del diritto di difesa dell’imputato, quindi l’eccezione sollevata, singolare, non plurale, SOLO UNA, è sicuramente degna di nota considerato che se non fosse stata sanata avrebbe determinato la nullità dell’intero processo.

In ogni caso, al di là del puro dato processuale, personalmente ho trovato, abbastanza ridicolo sostenere che il collaboratore di studio, già presente in altro procedimento penale in difesa dello stesso Serafino Di Loreto, non fosse al corrente del procedimento, posto che la notifica al primo difensore è andata a buon fine, così come la notifica dell’atto di costituzione di parte civile, notificata in forma cartaceo presso lo studio.

Tutto ciò appare ancor più grottesco e buffo se consideriamo che davanti al Tribunale di Brescia è comparso un terzo collaboratore di studio per rilevare proprio il vizio di forma della mancata notifica. Fa un pò ridere, no?!?

E’ di fondamentale importanza che io evidenzi che, c’era l’opportunità, (piano b) della scelta da parte dell’imputato di far presenziare nell’udienza del 15 ottobre entrambi i suoi difensori.

Se entrambi i difensori si fossero presentati in aula, il giorno 15 ottobre il tutto si sarebbe sanato, seduta stante, direttamente dinnanzi al Giudice senza alcuna richiesta di rinvio ad una ulteriore udienza, per permettere alla Procura della Repubblica di rispedire la notifica dell’atto di costituzione al collega di studio … una PEC ti cambia la vita!

Considerazioni di “fondamentale importanza” sulla scelta, da parte dell’imputato Serafino Di Loreto, di chiedere un rinvio di udienza per sanare il vizio di forma della mancata notifica dell’atto di citazione, al posto della libera scelta di sanare lo stesso in corso di udienza facendo presenziare entrambi gli avvocati difensori. 

La scelta dell’imputato Serafino Di Loreto, l’uomo de “Emergerà la verità”  (meglio se tardi, io aggiungerei!) è stata strategica al fine di ottenere un rinvio, rimandando quindi il processo alla nuova data del 14 febbraio 2019. Un guadagno di cinque mesi di tempo!

Vorrei sottolineare che se il difetto di notifica dell’atto di citazione al secondo difensore dell’imputato Serafino Di Loreto, ribadisco collega di studio del primo, fosse stata sanata direttamente durante l’udienza del 15 ottobre la giornata di lavoro di tutti, Giudice, avvocati, parti civili etc. etc. avrebbe avuto un risvolto differente.

In primo luogo si poteva procedere alla presentazione e discussione su altre eventuali eccezioni da parte dei difensori, in questo caso sarebbe stato corretto definirle “alcune eccezioni di fondamentale importanza” , l’uso del plurale quindi sarebbe stato corretto.

In secondo luogo si sarebbe potuto procedere anche al mio esame testimoniale che era stato già previsto per quella giornata, ed IO infatti ERO PRESENTE, per contribuire a far “emergere la verità”.

Benvenuti nel cuore dello svolgimento di un processo penale reale e precisamente in quella fase noiosa che viene sempre tagliata dai registi in tutti i grandi film e serie tv.

 

 

Gli avvocati non sono ne giocolieri da circo, ne conferenzieri da salotto: la giustizia è una cosa seria.

Piero Calamandrei

In udienza il 14 febbraio u.s.

Inizia di buon mattino il Giudice Dott.ssa Chiara Desenzani, davanti alla sua lista di udienze prevista per questa giornata decide di far intervenire il Pubblico Ministero nel procedimento penale che vede imputati i fondatori della SDL Centrostudi, Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti.

Nell’udienza del 15 ottobre il P.M. non era presente, e se vi va di approfondire, attraverso l’utile link che vi ho inserito, la conoscenza della figura e le funzioni del P.M., comprenderete l’importanza della sua presenza, che non è affatto scontata in una udienza denominata in gergo volgare “tecnica”.

Come dicevo, attualmente non siamo ancora nel dibattimento, dove è prevista la presenza del P.M., fase dove i testimoni delle parti vengono interrogati sia dal P.M. che dai difensori degli imputati, per intenderci quella che siamo abituati a vedere in TV nel programma “Un giorno in pretura”.

La figura e la funzione del Pubblico Ministero.

Conoscere la figura e la funzione del PM è estremamente importante al fine di chiarire che è il Pubblico Ministero che con l’esercizio dell’azione penale da avvio al processo, di cui diviene una delle parti nell’interesse pubblico mentre l’altra parte è l’accusato.

Per brevità e semplicità uscendo dal “legalese” ed in inequivocabile smentita verso le dichiarazioni incluse nel diritto di replica della SDL Centrostudi che scrive per conto dell’imputato Serafino Di Loreto, pubblicate sul quotidiano Corriere della Sera di Brescia che qui riporto:

… «il processo non è finito, la signora Betti sta perpetrando continue diffamazioni con pochi accoliti. Abbiamo scelto il dibattimento per far trionfare la verità e le accuse della Betti saranno smentite». …

Ancora una volta la SDL Centrostudi, società commerciale gestita da professionisti in ambito legale e il suo fondatore Serafino Di Loreto che si proclama avvocato, dimostrano una insanabile lacuna nella padronanza delle norme base costituenti il Diritto e una totale incompetenza nella conoscenza delle figure giuridiche e delle funzioni delle stesse. Gran bella figuraccia!

Ergo la signora Betti, ossia io, attraverso l’esercizio del mio diritto di presentare una denuncia per fatti a me poco chiari e che, a mio avviso, mi hanno arrecato danno, sono SOLO LO STRUMENTO attraverso il quale il P.M. ha svolto la sua funzione di individuare dei reati e dare quindi inizio al procedimento penale a carico degli imputati Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti.

E’ il Pubblico Ministero che diviene lui stesso la parte in causa nell’interesse pubblico, quindi nell’interesse dello Stato.

La frase sopra citata è di fatto l’ennesima dimostrazione da parte di SDL Centrostudi per bocca del fondatore, l’imputato Serafino Di Loreto dell’ennesimo inutile attacco alla mia persona in senso persecutorio.
Diffamazione, calunnia e stalking continuano ad essere armi quotidiane messe in campo da questi soggetti contro la mia persona.

Questioni preliminari: le eccezioni sollevate dai difensori degli imputati durante l’udienza.

Tornado alla giornata del processo, la giornata era dedicata alla discussione delle questioni preliminari, dove i difensori degli imputati possono sollevare delle eccezioni e il Giudice decide mediante una ordinanza se accoglierle o meno.

La prima parte della mattina, dopo la registrazione dei nominativi presenti in aula, è stata dedicata alle eccezioni sollevate dai difensori degli imputati sull’esclusione delle costituzioni di parte civile delle persone presenti in aula rappresentati dai loro avvocati e della SOS Utenti Associazione in Difesa dei Consumatori. E’ stata chiesta, da parte degli imputati anche la mia esclusione.

Il Giudice, verso mezzogiorno, ha emesso ordinanza nella quale ha stabilito l’esclusione di tutti i soggetti che avevano presentato l’atto di costituzione di parte civile per mancanza di querela, confermando invece la mia ammissione.

Nel pomeriggio invece si è discusso sulle eccezioni sollevate dai difensori in materia di: competenza territoriale, tempistica sulla denuncia, vizi di notifiche che sono state tutte respinte dal P.M..

Il Giudice quindi ha concluso le operazioni tecniche con il rigetto di tutte le eccezioni stabilendo, tra l’altro che il processo nei confronti di Serafino Di Loreto e Stefano Pigolotti resterà al Tribunale di Brescia.

La giornata si è conclusa nel tardo pomeriggio con la lettura dell’ordinanza, dove, a questo punto le difese dei due imputati fondatori della SDL Centrostudi si sono separate, il difensore di Stefano Pigolotti ha scelto il rito abbreviato con udienza in novembre, mentre per la difesa di Serafino Di Loreto inizia il dibattimento diretto per testi agli inizi dell’anno 2020 con udienza dedicata.

Riflessioni e conclusione sulla lunga giornata di San Valentino 2019.

Ancora una volta ho avuto prova materiale sul fatto che le donne e gli uomini impegnate professionalmente tra le fila della Giustizia, esistono, sono reali, tutti i giorni affrontato il lavoro con impegno nonostante mille complicazioni e nella stragrande maggioranza dei casi sono tutti estremamente competenti e preparati.

La conclusione è che se pensate che vi siano stati negati diritti e ritenete di essere stati danneggiati, DENUNCIATE, continuare a lamentarsi nascondendosi dietro il solito luogo comune “la giustizia non funziona”, non porta a nulla. 

L’efficienza della Giustizia dipende anche da noi cittadini e resta un bene comune che va tutelato.

Breve riassunto di questi anni sull’impegno delle Forze dell’Ordine e dei Magistrati in materia di paladini difensori dei correntisti in ambito anomalie bancarie:
Messina, i ricorsi contro le banche erano un bluff: arrestati avvocati e procacciatori d’affari
Parma, usavano associazione anti-usura per portare soldi all’estero e non pagare le tasse: 8 arresti

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