Era da tempo che meditavo di scrivere alcune riflessioni sul tema della prevenzione della corruzione, e dopo aver appreso la notizia che il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC. – Raffaele Cantone ha presentato domanda al CSM di avere incarichi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone, mi sono deciso a farlo.

Il mio vuole essere nel suo piccolo un punto di vista tecnico, maturato come esperienza pratica sul campo, e come tale mi piacerebbe rimanga.

Dopo quasi 8 anni dall’entrata in vigore della Legge 6 novembre 2012, n. 190 (cd Legge Anticorruzione) e quasi 5 da quando la Presidenza dell’ANAC è stata affidata al Dott. Raffaele Cantone, penso che è giusto far sentire la propria opinione prima di tutto da cittadino, specie quando i valori in campo sono così importanti e fondanti per il futuro del nostro paese come il contrasto ad un fenomeno complesso e connatturato all’essere umano come quello della corruzione.

Da diversi anni svolgo attività di ricerca/decenza per l’implementazione di sistemi di prevenzione della corruzione e trasparenza presso le Pubbliche Amministrazione e quando ne ho avuto occasione ho scritto e detto che la Legge Anticorruzione è ancora una legge giovane e che c’è ancora bisogno di tanto tempo per poter raccogliere i suoi frutti.

Siamo di fronte, a mio modesto parere, ad una vera e propria rivoluzione, che ha bisogno che tutti gli attori coinvolti (politici, funzionari pubblici, cittadini, imprese, associazioni di categoria, laici e cattolici, ecc.) si assumonano le loro responsabilità, nel rispetto delle loro competenze, e si facciano attivamente partecipi di questo cambiamento culturale che prima di tutto interessa i comportamenti quotidiani degli individui nel loro agire.

Pensate che il nostro Santo Padre Papa Francesco pochi giorni fa ha modificato lo statuto del revisore generale dei conti per estentere i suoi poteri anche alla prevenzione della corruzione.

Guardando a me, non posso negare che spesso mi sono trovato a gestire in aula diversi “mal di pancia” da parte dei funzionari pubblici, anche nei confronti dell’ANAC, che spesso di sentono isolati e non supportati dalla classe politica nel migliorare i processi amministrativi per evitare fenomeni di “mala administration”, essendo questo il reale obiettivo della legge.

Probabilmente questa notizia arriva in un particolare momento in cui sono combattuto da un dilemma etico: mi capita durante le lezioni di incontrare persone sfiduciate e/o demotivate, che denunciano il loro isolamento e l’impotenza, a causa dell’assenza di committment politico e/o della dirigenza, di sentirsi in grado di poter contribuire ad un concreto cambiamento delle prassi operative/comportamentali all’interno delle loro organizzazioni.

In queste situazioni cerco di accogliere i loro vissuti e di motivarli e/o di non fargli perdere la speranza in un cambiamento, ma poi mi interrogo, vedendo il contesto in cui mi trovo, e mi chiedo se invece li sto illudendo e sto generando in loro false aspettative.

A questo dilemma non ho trovato un risposta definitiva o meglio per ora persisto e vado avanti nel dare loro speranza ma con i piedi per terra, rappresentando loro i potenziali ostacoli operativi/organizzativi in quanto spesso non sono supportati da una strategia dell’organo di indirizzo politico che è oreientato più al breve termine per raccogliere il consenso.

Questo produce un deficit di progettualità e di continuità d’azione, insomma sembra come diceva nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è ancora una verità italiana: “tutto cambia perché nulla cambi”.

Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente, era l’11 novembre del 1958 ed usciva per Feltrinelli Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. 

I manager pubblici non sono messi nelle condizioni di poter avere un periodo nell’arco del quale poter operare nell’interesse primario del paese senza interferenze e soprattuto in un arco tempo congruo per poter essere misurati sul raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La Legge Anticorruzione è sicuramente un ottima legge ma poter poter raccogliere i risultati occorre pazienza e sicuramente bisogna proseguire il percorso avviato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC., staremo a vedere se così sarà a prescindere dalla permanenza o meno del suo attuale Presidente, che sicuramente ha gettato un ottimo seme ma sta a tutti noi continuare ad innafiarlo ogni giorno!

Io personalmente sono molto grato a quello che ha fatto e mi auguro che rimanga alla guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC., fino alle fine del suo mandato…ma capisco anche la sua posizione.

La sfida è grande ma la posta in gioco è ancora più grande: “il futuro dei nostri figli”, e spero sinceramente che aldilà della scelta del Dott Raffaele Cantone, l’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC., continui ad operare nel solco di quel cambio di rotta da parte della stessa tanto caldeggiato con il sostegno del Governo e ancora prima con il contributo di un dibattito concreto e costruttivo all’interno dell’opinione pubblica che sicuramente dovrebbe essere maggiormente informata e formata su questi temi affinchè possa giudicare le performance dei politici anche da questo punto di vista, “obbligandola” a prendere concretamente a cuore il tema della prevezione della corruzione.

Milano, 11 febbraio 2019 | Ermelindo Lungaro

«Ci vuole grande preparazione per poter snidare il malaffare»

L’INTERVISTA. Ermelindo Lungaro, docente al Master Anticorruzione a Roma

Intervista a Ermelindo Lungaro – Agenda 190, docente Master Anticorruzione Università Tor Vergata – Roma

Intervista ad Ermelindo Lungaro – docente Master Anticorruzione Università Tor Vergata – Roma