Cari amici,
per la prima volta dopo tantissimo tempo voglio prendermi un piccolissimo spazio di questo blog per me stessa, voglio raccontarvi una storia, condividere con voi un’esperienza recente.

E’ un momento di bilanci …a fine anno si fanno sempre, peccato doverli fare attraverso una forzatura della propria libertà di pensiero e di agire. Peccato!

Venerdì mi trovavo presso un’azienda per una consulenza professionale sulla comunicazione Web, quando al solito il mio cellulare squilla, come mai non siete stupiti? 🙂

Dall’altra parte del telefono una voce maschile simula un’accento da uomo del Sud, precisamente di una delle regioni italiane che amo di più, la Sicilia.

“Pronto”, dico io, e dall’altra parte, “Pronto, parlo con Deborah Betti?”… il mio istinto, non so perché, entra in azione, non sto ragionando in questo momento, agisco di fretta e faccio del mio meglio…il tempo corre, in un attimo aziono il vivavoce del cellulare, il registratore mentre con le mani faccio un segno a tutti di stare in silenzio…ecco, silenzio e tra noi e aumenta l’attenzione all’ascolto in pochissimi istanti…rispondo, “si, sono io!”

…”Hai rotto il cazzo alle persone sbagliate, hai 48 ore di tempo per chiudere il blog altrimenti te la facciamo pagare. Hai capito? Sappiamo chi sei e dove abiti!”

parla ancora in maniera arrogante e minacciosa, mi avverte che ho una famiglia e che cominciano da loro, se non chiudo il blog, poi mi da un ultimo consiglio …”non andare dai tuoi amici sbirri a fare denuncia, è meglio per te!”

Non mi lascia rispondere, con grande fretta l’uomo riattacca lasciandomi senza possibilità di controbattere alle minacce, ..ha già chiuso il telefono.

Nella stanza dove mi trovavo, un tranquillo ufficio dove pochi minuti prima si parlava in serenità e con giocosa simpatia si stavano condividendo idee e progetti di comunicazione web, è arriva un’antipatica tensione, è salito il nervosismo e ognuno di noi concitatamente si mette in azione per coordinare una serie di contromisure, raccogliere informazioni ed AGIRE!

Subito il primo pensiero è già di per se un bilancio, la mia famiglia o il mio blog.

Intimidazioni e minacce nascono apposta per destabilizzare un soggetto, 48 ore per chiudere il blog o te la facciamo pagare!

E’ così che funziona, insinuare dei dubbi sulla bontà, sulla buonafede delle proprie azioni, far crescere la paura per portare una persona a fare una cosa completamente opposta rispetto a quella che sta facendo.

Attraverso la pratica della minaccia della intimidazioni vuoi costringere qualcuno con la forza e la violenza a compiere un progetto diverso da quello che l’individuo liberamente e serenamente ha scelto. Ma tutto questo è reale? Davvero questo blog da così fastidio e soprattutto perché?

Me lo ricordo ancora il periodo tra Settembre-Gennaio 2015, mi sono posta miliardi di interrogativi personali e tecnici prima di mettere on-line questo blog, tra le domande personali c’erano per me le stesse che faccio ai clienti quando mi chiamano per le consulenze: a chi si rivolge? Qual’è l’obbiettivo da raggiungere?

Le risposte allora sono le stesse di oggi, il blog è nato per dare un punto di riferimento ai cittadini, supporto per lo più personale sulle spiacevoli vicende che coinvolgono gli individui nella delicata risoluzione dei problemi economici, una comunità di gente che si aiuta e che si da una mano anche solo ascoltandosi.

Tra le domande tecniche anche qui le stesse di sempre, perché investire in questo blog?

Laddove il termine investire per tutti noi riguarda esclusivamente il rapporto con i soldi, ma qui non ci sono soldi, qui si investe il tempo di un individuo (il mio); quell’impegno di tempo che spesso nessuno ti riconosce perché è d’uso non misurare il tempo volontario in rapporto al denaro.

Soprattutto se uno decide liberamente di investire il proprio tempo in un progetto anche se di interesse generale ci sentiamo in diritto di considerare questo impegno come assodato, come DOVUTO e non consideriamo mai che quell’impegno e pari ad un investimento fatto di tanto prezioso denaro.

Di fatto proprio il nostro paese avrebbe un debito pubblico ancora più grave se tutti i volontari italiani smettessero di investire il proprio tempo in progetti che riguardano l’interesse generale di tutti noi.

Quindi perché ci ho investito? Ancora oggi non ho alcun dubbio sulla risposta, legalità, giustizia e il SENSO CIVICO predominate in me e impossibile da soffocare, sono riuscita solo a conviverci. Come posso soffocarlo in 48 ore…è stato battaglia persa per 47 anni, francamente minacci una cosa irrealizzabile!

Non credevo si potesse rischiare di mettere in pericolo la propria famiglia per questo!

Queste cose accadono ai grandi giornalisti d’inchiesta, alle grandi testate nazionali, a tutti quelli che operano nella settore della giustizia, ai media televisivi scomodi, ai grandi uomini della finanza o della politica …non si minacciano i blog, “48 ore o chiudi o te la facciamo pagare”, …ma no! Così c’è il rischio di mettere a bilancio che questo blog sia diventato un’autorità importante pari a quelli sopra citati in elenco, ed io francamente, nella mia semplicità non lo avevo proprio messo a bilancio.

Ma tutto questo mette a bilancio tutta una serie di nuove riflessioni, banalmente chi deve ereditare il blog e portare avanti questo progetto che alla fine del 2017 prevedeva l’apertura anche a tante altre tematiche che affliggono i cittadini, posto il problema ho cercato di trovare una soluzione e ho già dato le disposizioni necessarie agli avvocati, su chi dovrà seguire questa “opera”

A bilancio metto anche il disagio, oggi ogni parola scritta è posta solo dopo attenta e mirata valutazione, oggi il mio stile ironico non lo posso usare, rischio di sembrare superficiale, ma è difficile quando sai di essere nata così e la voglia di embeddare il video della telefonata “Vaffanculo – La telefonata di Aldo in Tre uomini e una gamba” è forte, riderci sopra oggi non è permesso, questa è una cosa seria.

Negare la LIBERTA’ ad un altro individuo tramite minacce e intimidazioni è un reato perseguibile penalmente e su questo non ci si può scherzare.

Ti dirò, caro, si a te, a te che vai in giro a minacciare ed intimarmi che se non chiudo il blog me la fai pagare, mi spiace darti una delusione, davvero ho cercato di capire cosa fare in sole 48 ore ma non ci sono riuscita, troppe cose da mettere a bilancio.

L’unica cosa che sono riuscita a fare è raddoppiare il calendario editoriale, hai ragione tu, non è colpa tua, sono io che mi sono applicata poco e non sono riuscita a farti capire che questo blog serve alle persone, magari non a te, beh non leggerlo, ma serve alla gente.

A te che vai in giro a minacciare lascio una delle poesie più belle, tra le mie preferite, per te “uomo” una poesia per riflettere.

Ti dedico “Se” di Rudyard Kipling un’ eredità che tutti i figli dovrebbero ricevere dal proprio padre

Se riesci a non perdere la testa quando tutti
Intorno a te la perdono, dandone la colpa a te.
Se riesci ad avere fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
Ma anche a tenere nel giusto conto il loro dubitare.
Se riesci ad aspettare senza stancarti dell’attesa,
O essendo calunniato, a non rispondere con calunnie,
O essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
Pur non mostrandoti troppo buono, né parlando troppo da saggio.

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se riesci, incontrando il Trionfo e la Sconfitta
A trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare il sentire le verità che hai detto
Travisate da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
O vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E chinarti e ricostruirle con i tuoi strumenti logori.

Se riesci a fare un cumulo di tutte le tue vincite
E a rischiarlo tutto in un solo colpo a testa o croce,
E perdere, e ricominciare dall’inizio
Senza dire mai una parola su ciò che hai perso.
Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi tendini
A sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
E di conseguenza resistere quando in te non c’è niente
Tranne la tua Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare con le folle mantenendo la tua virtù
O a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
Se né nemici, né affettuosi amici possono ferirti;
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto
Con un momento del valore di sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!

Per tutto il resto mi attengo al protocollo delle istruzioni per l’uso in caso di intimidazioni pubblicato sul blog de “il manifesto”:  

  1. Andare dai Carabinieri e raccontare il fatto
  2. Rendere una deposizione spontanea completa
  3. Farlo sapere pubblicamente

In 48 ore questo è il massimo che sono riuscita a fare!