Il Web in fermento, urla stridenti sulle parole di rinnovamento, elogi sulle start up di successo, fatturati da capogiro, parole in primo piano: cambiamenti, novità…

Avrei voluto anche io oggi fare un post diverso, nuovo, voglia di cambiamenti. Ho aspettato fino all’ultimo giorno per vedere se potevamo chiudere l’anno con qualche buona notizia, ma nulla, qui facciamo i conti solo con il passato e le scelte errate di un periodo “nero”.

Ed eccomi qui quindi con un’altra Sentenza gravata dalla sanzione di Lite Temeraria ai sensi dell’art. 96 comma 3 cpc aggiunto dall’ 45 della Legge nr 69 del 18 giugno 2009.

Tutti noi, oggi, siamo abbastanza istruiti su cosa significa essere una parte soccombente in un giudizio civile sul quale grava questa specifica sanzione stabilita dal Giudice, in materia bancaria ci hanno abituato a vedere risultati del genere.
Tuttavia, ritengo necessario sempre un ripasso e navigando ho trovato questo documento con interessanti “riflessioni” della Dott.ssa Benedetta Veronese avvocato e dottoranda di ricerca in diritto romano disponibile in forma gratuita mediante breve ricerca nel web.

Riporto qui lo stralcio che mi interessa per il breve ripasso:

“…Ebbene, i tratti distintivi che contribuiscono a segnare la portata innovativa della condanna contemplata dal comma 3 dell’art. 96 c.p.c., …, possono essere così sintetizzati.
In primo luogo, la condanna può essere pronunciata «anche d’ufficio», a prescindere quindi da una specifica istanza della parte vittoriosa, che risulta invece necessaria ai sensi del comma 1. … .
In secondo luogo, nel comma 3 dell’art. 96 c.p.c. manca totalmente l’individuazione delle condotte sanzionabili. A tale riguardo si è rilevato che, nel silenzio del legislatore circa i presupposti della condanna, quest’ultima possa essere pronunciata soltanto laddove ricorrano le condizioni di cui al comma 1, ossia qualora la parte abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave”

Possiamo parlare quindi di punizione! Io la vedo così, una punizione!

Breve storia della Sentenza nr 965/2015 del 15/10/2015 Tribunale di Mantova Dott Marco Benatti:

  1. vediamo Maria parte attrice del procedimento che porta in giudizio la solita banca per un mutuo del valore di € 200.000 con contratto aperto nel 17 Giugno 2004 – la causa viene iscritta nell’anno 2014
  2. Maria attraverso il suo avvocato che la rappresenta chiede al Giudice le solite cose, viste anche nei precedenti articoli, dichiarare nulla la clausula relativa agli interessi stabiliti nel contratto di mutuo…, dichiarare gratuito il mutuo …per pattuizione di tasso usuraio…condannare la banca alla restituzione a Maria della somma di € 43.036,91 … ecc …ecc… chiede al Giudice di disporre CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) …
  3. la banca chiede al Giudice tramite il suo legale di respingere tutte le domande della parte avversaria perchè infondate in fatto e in diritto

Come è andata a finire in qualche modo potete intuirlo già dalle prime righe di questo post, Maria è stata giudicata soccombente contro la banca. Non solo ha perso ma è anche stata punita con la sanzione ai sensi dell’art. 96 comma 3 cpc Lite Temeraria così deve sborsare in brevissimo tempo un bel importo pari a € 33.300 circa.

Vi riporto solo un paio di passaggi di questa sentenza, perchè vorrei dopo affronatre una altro argomento strettamente legato a questa sanzione, di seguito ecco i punti interessanti:

pagina 4
b) La censura d’indeterminatezza
Basti pensare che la consulenza di Blue Line Consulting, su entrambi i piani posti a raffronto (italiano e francese), prevede in entrambi i casi 104 rate mentre il contratto di mutuo ne prevede 120 (doc 3 fornito da parte attrice): è quindi evidente come la consulenza sia stata effettuata con dati a caso (non) quantificando l’interesse preteso e senz’alcun riferimento con la causa in oggetto

pagina 5
d) La presunta usura
…riferito al tasso moratorio che, seconto la tesi attorea (Maria), dovrebbe ritenersi usurario in quanto il suo importo, sommato al tasso corrispettivo e secondo l’insegnamento di Cass. 350/2013, determinerebbe il superamento del tasso c.d. soglia previsto dalla legge 108/96 con il conseguente ex art. 1815 cc. qui si giunge al culmine dell’assurdità. …pur tenendo conto della consulenza di parte e del parere pro veritate che non vanno al di là dell’ assurda teoria qui stigmatizzata, non vi è alcuna ragione di procedere ad una CTU nell’accertamento di podte contabili in riferimento a clausule che risultano a priori del tutto legittime.

pagina 7
e) Le spese del procedimento
l’esperimento di domande assurde e pretestuose basate su interpretazione del tutto fantasiosa della pronuncia di legittimità 350/13 con formulazione di censure standard avulse dalla realtà fattuale e documentale e con la produzione di consulenze tecniche con dati a caso. Tale condotta integra senza dubbio, se non una mala fede, quantomeno una colpa grave stigmatizzata ai sensi dell’art. 93/3 cpc …

Blue Line Consulting = SDL Centrostudi

Maria è una cliente SDL Centrostudi, ha acquistato la solita perizia redatta da Blue Line Consulting ed è rappresentata e difesa da un legale specializzato della in materia bancaria così come sempre garantito in tutte le pubblicità relative di SDL Centrostudi.

Ecco quindi, Il Dott Benatti, così come il Dott Astumi, il Dott Bertola e altri ancora hanno applicato la punizione che è ricaduta in pieno in capo alla cliente, Maria.

Ma davverò questa è l’unica via? Veramente il cliente è l’unico che deve pagare?
Mio nonno un giorno mi ha detto questa frase: “quando i tempi sono difficili e straordinariamente caotici bisogna applicare misure eccezionali!”

Misure ECCEZIONALI, tempi straordinari…ecco chi ha adottato una misura strordinaria, una NOVITA’, è Il Dott Andrea Valerio Cambi, che a Treviso in una causa sempre su mutuo decide una ASSOLUTA misura di NOVITA’   Sentenza n. 2476 del 12/11/2015 sul Tribunale di Treviso, Dott Andrea Valerio Cambi vi riporto qui di seguito il passaggio a pagina 7:

6. per quanto concerne le spese di lite, la novità per l’ufficio, la particolare complessità della materia trattata, la consapevolezza dell’attuale esistenza di orientamenti giurisprudenziali assolutamente contrastanti ed il presumibile affidamento della parte sostanziale nelle rassicuranti risultanze di perizie redatte da privati e società commerciali che all’evidenza operano per finalità tutt’altro che filantropiche, costituiscono eccezionali motivi che ne fanno ritenere equa, nonostante la soccombenza, l’integrale compensazione delle spese”

Voglio fortemente chiarire da subito che l’esporre in questo articolo la decisione del Dott Cambi su Treviso di compensare le spese di lite in questo procedimento in contrapposizione netta e forte, in toni di NOVITA’ con quelle degli altri Illustrissimi Giudici che invece hanno scelto di infliggere una forte punizione attraverso l’applicazione della Lite Temeraria non intende essere denigratorio nei confronti di questi ultimi e non è in senso di giudizio negativo sul lavoro egregiamente svolto da tutti loro, che hanno invece la mia totale comprensione dato che sono chiamati a svolgere la loro funzione nella totale inutilità parlando specificatemente con riferimento preciso a cause come quelle che qui esaminiamo.

Questo confrontare decisoni diverse e nettamente opposte mi serve invece per chiedere quello che posso definire solo come un “favore” – mi serve per introdurre una vera richiesta di aiuto, questo è il MOTIVO.

Chiedo quindi un aiuto sotto forma di NOVITA’ per un prossimo 2016 diverso:

  1. chiedo alle Banche, e ai loro Studi Legali, di applicare misure di NOVITA’, ECCEZIONALI e STRAORDINARIE e quindi di rinunciare al diritto di chiedere l’applicazione della sanzione della Lite Temeraria ai sensi dell’Art 96 comma 3 cpc – consapevole che è un vostro pieno diritto, vi chiedo di riflettere sulle conseguenze di ancora maggiore squilibrio economico che porta senza dubbio a maggiore introito interno nella Banca e nello Studio Legale ma decisamente alla catastrofe finanziaria dei Vostri diretti clienti mutuatari e correntisti
  2. chiedo ai Magistrati un aiuto VERO, anche qui una NOVITA’, misure ECCEZIONALI e STRAORDINARIE – capisco che convenire nella inconsueta decisione del Dott Cambi possa risultare l’antitesi di quello che invece è un pieno diritto di svolgimeto delle Vostre funzioni di far applicare la Legge con tutti i suoi effetti. Ma se proprio proprio non possiamo arrivare a pensare ad una tale misura di stravolgimento mi piacerebbe quanto meno vedere applicata la sanzione a chi è veramente responsabile di questi procedimenti quindi ai Professionisti che hanno redatto le perizie e agli Avvocati che hanno portato in giudizio cause inutili, incomplete, ….”inattendibili tali da inficiare la consulenza stessa…” (Cit. Dott. Antonella Cozzi)

Perchè diciamolo chiaramente una volta per tutte, può un avvocato non accorgersi di errori gravissimi nelle perizie e non esserne responsabile?
Assodato che Maria non può intendersi di materia bancaria e assodato anche il fatto che un professionista è garantito dalle leggi dello stato che lo lasciano libero anche di non dar seguito al suo mandato di avvocato o di perito (CTP) se di fatto mancano documenti importanti e considerati fondamentali per legge in procedimenti di questo tipo,
a chi, quindi sarebbe giusto accollare questa sanzione, con tutta l’onesta del caso? 

Navigando in rete ho trovato un interessante articolo in merito, titolo “LA LITE TEMERARIA, L’ART. 96 C.P.C., E LA RESPONSABILITÀ DELL’AVVOCATO”  – per correttezza vi segnalo che non vedo una data di riferimento né una firma ma vi riporto qui alcune frasi sul quale possiamo iniziare ad interagire per capire come può uscire un cittadino da un problema come questo, qui di seguito i passaggi:

“…La riforma prevede, in caso di liti temerarie, la responsabilità dell’Avvocato, in solido con il proprio cliente.
Vale a dire che in caso di condanna, per aver agito o resistito in processo con malafede o colpa grave, il giudice condannerà in solido tra loro al risarcimento del danno tanto  il cliente quanto il legale…

…Oltre a quando disposto dall’art. 96 c.p.c. aggiungiamo quindi, le responsabilità dell’Avvocato. Il tutto è evidentemente mirato a velocizzare  il processo, semplificarne e accelerarne la fase esecutiva e smaltire l’arretrato.
Spingendo così la classe forense a filtrare, all’atto del conferimento dell’incarico, le questioni fondate da quelle manifestamente infondate.

…Per il codice deontologico forense, l’Avvocato oltre a dover rifiutare incarichi che eccedono la sua competenza (art. 12), non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose (art. 36), e deve informare il cliente, all’atto del conferimento dell’incarico, sulle caratteristiche della controversia e sulle possibili soluzioni (art. 40).
A maggior ragione, l’art. 1176 comma 2 c.c., evoca anche il dovere di dissuasione, in quanto, l’Avvocato deve evidenziare al cliente le questioni di fatto e di diritto potenzialmente ostative, sconsigliandolo dall’iniziare o proseguire una lite ove appaia improbabile un epilogo favorevole e, anzi, probabile un esito negativo e dannoso.
La Giurisprudenza sul punto ha evidenziato che detta norma mira ad evitare l’instaurazione di liti dilatorie, defatiganti o esplorative, con conseguente uso spregiudicato e distorto della giustizia. 

#speranza #legalità #novità … la legge c’è per favore punite i veri e diretti responsabili …

Buon anno a tutti