Qui trovate mail che mi è stato chiesto di pubblicare, ringrazio il Dott Antonio Russo per il supporto tecnico, le spiegazioni che condivide con noi sono molto importanti al fine di capire perchè ci potrebbe servire una perizia e come dovrebbe essere redatta per non essere giudicata: “…La lacunosità della documentazione considerata dal perito di parte nell’elaborazione dei conteggi inficia l’attendibilità della consulenza…”.

Sig.ra Betti mi dispiace contraddirla ma ci sono un sacco di differenze tra la sua perizia e quella della sig.ra Fidanza, per esempio il nome delle vostre società di famiglia, il nome della banca, il numero di conto corrente, la virgola a pagina 10, il punto a pagina 11 e la data di redazione della perizia sono diverse.Mentre non posso fare a meno di notare le uguaglianze a partire dal nome del vostro fornitore Blue Line Consulting partner peritale di SDL Centrostudi e del probabile esito infausto per entrambe a seguito del quale immagino abbiate “recuperato tutti i vostri quatt…” …ehm lasciamo perdere, il suo lo vedo pubblicato immagino che anche la sig.ra Fidanza abbia avuto ugual sua sorte.

Veniamo alle cose serie ovvero alle “uguaglianze nelle due perizie” che sono invece le cose che mi lasciano maggiormente basito:

          1. in entrambe le perizie mi sa che chi le ha scritte fa confusione tra la rilevazione del Teg per i conti correnti e quella per i finanziamenti con piano a rimborso rateale (mutuo, prestito, ecc.); perché scrivere in una perizia su conto corrente …Anche l’Accordato si riduce col tempo e quindi la dizione “Accordato” può essere valida solo al momento della concessione del prestito…“ (pag. 6 perizia Tradunion/Fidanza  & pag. 5 perizia Bema/Betti ) significa non aver ben compreso il meccanismo.
Di fatto l’Accordato in conto corrente quello che viene volgarmente detto FIDO, come molti imprenditori sanno, non si riduce automaticamente con il tempo (come avviene per mutui, prestiti, cessioni ecc.) ma varia in base alle esigenze delle aziende o per volontà della Banca fino a potere essere completamente azzerato di punto in bianco anche senza motivi.
Ad ogni modo non c’è automatica linearità tra la riduzione dell’ Accordato (FIDO)  ed il tempo trascorso come erroneamente sostenuto in entrambe le perizie.
Mi sa che c’è stata una confusione tra il concetto di Accordato contenuto nelle istruzioni Banca D’Italia ed il concetto di Accordato contenuto nelle Centrali Rischi Banca D’Italia documento che prima di svolgere qualsiasi tipo di analisi di questo tipo sulle aziende a  mio avviso va assolutamente consultato insieme ai contratti di apertura, di affidamento ecc. documenti che invece non sono stati minimamente presi in considerazione, valutati ed inseriti nella redazione delle due perizie e anche di altre in mio possesso.

          2.Usura soggettiva qui veramente c’è da restare senza parole e si comprendono molte cose sul modus operandi ed il fine ultimo della società SDL Centrostudi che è quello di “fare cassa (piazzando il più alto numero possibile di perizie) con la massa”.Senza essere ripetitivo vi invito a leggere il forum finanza online pareri-su-sdl-centrostudi-spa; nello specifico al mio post #506 leggerete la spiegazione di questa assurdità contenuta in entrambe le perizie SDL Centrostudi analizzerò poi le altre che metto a disposizione della sig.ra Betti da pubblicare.
Leggendolo vi sarà chiaro cosa c’è dietro veramente e capirete quello che dirò in seguito al presente post ed in un mio futuro intervento in merito alle loro perizie su mutui. In sostanza senza la dimostrazione dello stato di difficoltà e di bisogno il solo superamento del TEGM da parte del TEG non ha alcun valore in tribunale per il recupero delle somme! La dimostrazione va fatta empiricamente (con analisi finanziarie serie che, a mio parere, non conviene fare sotto certi importi) e non scrivendo due cosucce negli atti di citazione (per altro non coperti dalla polizza).

Quello che sto dicendo è dimostrato in numerose Sentenze ma qui a titolo esemplificativo inserisco la Sentenza del Tribunale di Monza del 26.03.2015 relativa ad una Sentenza in cui il cliente/cittadino è stato ancora una volta condannato alla Lite Temeraria, riporto la pagina 4 della stessa:

“Per quanto riguarda l’usura soggettiva va rilevato che MANCA DEL TUTTO la prova che, nel caso concreto, gli interessi praticati fossero del tutto sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro e che ciò sia dipeso dall’esistenza di una peculiare condizione di difficoltà economica o finanziaria del correntista nel momento in cui tali interessi sono stati pattuiti”

Quindi, a cosa serve questa usura soggettiva?
Secondo il mio parere serve ad indurre il cliente, specie su importi piccoli/bassi, a sottoscrivere il contratto per fare la perizia a “botte”di € 3.000,00.
Il mio ragionamento è il seguente, se dalla pre-analisi effettuata viene fuori che il cliente ha da recuperare €50.000,00 (di cui €25.000 in usura soggettiva) è facile intuire che il cliente è indotto a fare un banale calcolo costi/benefici tra le spese da sostenere e il valore recuperabile e potrebbe quindi decidere di proseguire nelle varie azioni anche giudiziarie.
Tuttavia se si tiene conto che gli importi per usura soggettiva senza dimostrazione dello stato di bisogno e dello stato di difficoltà finanziaria del cliente così come previsto dalla legge non potranno mai essere recuperati i €50.000,00 a questo punto diminuiscono a €25.000,00 e se a questi applichiamo un banale “conto della serva” dei costi da sostenere composti da perizia €3.000,00, spese legali €2.000,00, eventuale CTU se viene nominata dal Giudice ipotizziamo altri €2.000,00 e ancora il 25% pattuiti  da corrispondere in SDL Centrostudi sui 25.000 euro (pari a € 6.250,00) arriviviamo a circa € 15.000,00 comprensivi anche dei €50,00 per eventuale l’inchiostro della stampante e delle fotocopie da estrarre dalla cancelleria con buona pace del “Dott” Bertollo e dell’ Avv. Rondinelli.

Ecco quindi il nuovo calcolo
costi = € 15.000,00/beneficio = €25.000,00

è chiaro che a questo punto potrebbe non convenire o potrebbe convenire valutare altre strade, diverse tenendo conto poi che i risultati molte volte sono tristemente infausti per il cliente.

          3.Software Certificati beh qui senza che ci dilunghiamo visto che è stato ampiamente dimostrato che in alcuni contratti, tra cui quello della sig.ra Betti, è stato dichiarato il falso asserendo in contratto che le analisi e le pre-analisi fossero svolte con software certificato dal Dipartimento di Economia dell’ Università di Bologna cosa per la quale oltre ad essere stati sanzionati dall’ AGCOM Provv Nr PB783_25195 vi è stata una secca smentita via Pec_Universita_Bologna_BEMA_16_06 niente di meno che dal Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche il Prof. Giorgio Bellettini della stessa Università di Bologna

Nella perizia della sig.ra Fidanza  addirittura si dice che ad aver certificato il software è un professore dell’ Università di Bologna. Adesso io non sono un esperto di certificazioni però mi sembra che una certificazione la può rilasciare solo un Ente accreditato e non una persona fisica. In altri contratti si parla di una generica certificazione accademica, nella sanzione di AGCM di certificazione della “mitica e prestigiosa” Università Popolare di Milano, leggete quindi “Università Popolare Milano. Miur prima dà l’ok alle lauree, poi diffida l’ateneo” della testata giornalistica Il Fatto Quotidiano.

          4. Purtroppo non avendo la pre-analisi della sig.ra Fidanza non so se nella sua “pratica” è riscontrabile la stessa anomalia riscontrata nella pratica della sig.ra Betti magari ce lo confermerà direttamente lei.
Prima  però ve lo ricordate questa intervista Video a Serafino Di Loreto …il mio preferito.
Accantonando momentaneamente le “balle” sulla decine e decine di transazioni settimanali, delle perizie certificate di elevato valore (come avete potuto vedere e come vedrete  quando chiederò alla sig.ra Betti di pubblicare le perizie su mutui)  e della certezza del successo e del resto del frasario… concentriamoci invece sulla frase detta al minuto 5.25 ovvero:
“…con una pre-analisi che al CENTEEEESIMO dichiara e certifica …” e vediamole queste pre-analisi al centesimo e confrontiamole con le analisi.

Riporto qui la pre-analisi e la perizia della sig.ra Betti a testimonianza della precisione del “software certificato” si riportano i dati in merito alle somme recuperabili per usura soggettiva così come rinvenuti nel documento di pre-analisi e nella perizia Blue Line Consulting.
Nel primo caso tale dato è pari a euro €19.637,81 (pag. 5 pre-analisi) nel secondo caso è pari a €22.376,47 (pag. 16 perizia ) con un margine di differenza, o meglio sarebbe dire di errore, tra l’una e l’altra €2.738,66 ovvero pari al 13,94%; a mio parere un margine di errore non propriamente tollerabile né per un software certificato né soprattutto per una società il cui proprietario dichiara una precisione millimetrica anzi meglio sarebbe dire centesimetrica.

Concludendo mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il “Dott.” Vilnò presidente di Deciba attuale nuovo partner peritale della SDL Centrostudi come da comunicazione intervenuta il 4 giugno u.s di queste perizie dall’alto della sua esperienza in materia, visto che risulta essere, almeno cosi come si autodefinisce attraverso il SUO blog “movimentorevolution” uno dei massimi esperti di usura bancaria.

Perchè quando si entra in società con qualcuno è perché se ne condivide la mission ed IL MODO DI OPERARE giusto ?

Dott. Russo Antonio
Ps non attribuite alla sig.ra Betti affermazioni non sue e delle quali mi prendo la piena responsabilità

“Male non fare, paura non avere”

Se volete leggere il precedente l’articolo “SDL Centrostudi, Perizie e Sentenze parte 1°”