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SDL Centrostudi perde anche al Tribunale di Monza

SDL Centrostudi perde anche al Tribunale di Monza

 

Vediamo qui un altro bel capolavoro della SDL Centrostudi, la Sentenza n. 912/2015 del 26/03/2015 emessa dal Tribunale di Monza dal Dott. Mirko Burrati.

Ammetto da subito che l’uso da parte mia della definizione “bel capolavoro” in effetti oggi è un pò dettato da una punta di cattiveria, perchè questo non è il peggiore dei lavori di SDL Centrostudi, o meglio è la fine di questa storia che non è la peggiore perchè non è andata poi così male alla parte attrice, l’amica MG, che di fatto non ha pagato almeno ingenti spese per la condanna a soccombenza.

Ma, in questa storia l’unico che è da ringraziare professionalmente è il Dott. Mirko Burrati giudice del Tribunale di Monza che con la sua attenta analisi ha fatto un ottimo lavoro spiegato oltrettutto benissimo.

Grazie da parte di tutti noi cittadini, così anche per noi è più facile capire materie che sembrano ostiche come l’usura, l’anatocismo nonchè le problematiche relative al settore finanziario.

Vediamo quindi i passaggi salienti che ridicolizzano un lavoro importante di analisi a difesa del cittadino in ambito del contenzioso bancario:

Come inizia la storia:

  • parte attrice, l’amica MG contro la solita Banca per un presunto contenzioso su un conto corrente scovato attraverso una bella “perizia certificata” che MG ha ovviamente comprato con un contratto dalla SDL Centrostudi…la solita perizia certificata/asseverata, bla bla bla!
  • MG è una donna fortunata perchè è difesa da LUI in persona, il maestro, è difesa e rappresentata dal luminare italiano in diritto bancario Prof. Avv. Serafino Di Loreto (non è una presa in giro, conosco di persona Avv. Serafino Di Loreto e si è così presentato quando gli ho stretto la mano)
  • Avv. Serafino di Loreto rappresentante di MG in questo procedimento chiede al Giudice di accertare la nullità delle clausole di pattuizione di tassi di interesse debitori usurari, dell’anatocismo trimestrale degli interessi debitori, dei tassi d’interesse ultralegali, delle commissioni di massimo scoperto, con conseguente condanna della Banca a restituire le somme indebitamente addebitate, oltre al risarcimento dei danni patrimoniali e morali
  • la Banca ovviamente si oppone alle richieste e chiede oltre alla nullità dell’atto di citazione anche la condanna dell’amica MG al pagamento dell’esposizione debitoria di € 34.912,00 al momento della revoca degli affidamenti con allegato estratto conto al 31/08/2013
  • CTU non viene ammessa, capiremo in seguito il perchè

Bene vediamo come chiude questo contenzioso il Giudice Dott. Mirko Burrati, ecco la frase esatta in sentenza:

“Le  spese  di  lite  possono  essere compensate, stante la reciproca soccombenza.
P.Q.M.
il Tribunale di Monza, definitivamente pronunciando, così provvede:
1) rigetta le domande formulate da entrambe le parti;
2) spese di lite compensate.”

Vediamo i perchè, faccio copia ed incolla delle esatte frasi, metodo molto utilizzato da molti, ecco come si esprime il Giudice a proposito della PERIZIA presentata in atti del processo da MG, che è parte attrice e la documentazione necessaria per legge:

“…Nel  merito, le domande proposte da MG sono infondate e vanno pertanto, respinte.
l’attrice si è limitata a produrre una perizia di parte di  calcolo degli interessi anatocistici e di rilevazione dell’usura oggettiva e soggettiva
La   perizia   di   parte   indica   espressamente   che   l’elaborato si fonda sulla documentazione esibita, costituita dagli estratti conto bancari … Nessun altra documentazione  risulta allegata agli atti, né il contratto di conto corrente, né le condizioni economiche contrattuali.

Tale  carenza  di  allegazione  comporta  il  rigetto  della  domanda  per  carenza di  prova  dei  fatti  affermati

 

La parte che invoca le suddette nullità, pertanto, ha l’onere di produrre tutta la documentazione bancaria occorrente  a  consentire  la  ricostruzione  contabile  integrale  del  rapporto  di  conto  corrente. Nella  specie,  la  documentazione  bancaria  è  incompleta.

Peraltro,  per  quanto  riguarda  il  preteso  superamento  dei  limiti  del  tasso  soglia  antiusura,  va  osservato che  parte opponente  si  è  sottratta  persino  all’onere  minimo  di  allegazione  del  fatto  che  gli  interessi pattuiti  al  momento  della  conclusione  del  contratto  superassero  il  tasso  soglia  in  quel  vigente.

I  conteggi  contenuti  nella  perizia  di  parte  prodotta  da MG (effettuati  con  l’impiego  di  un software  non  certificato  e  di  cui  non  sono  note  le  funzionalità;  inoltre,  la  perizia  non  è  asseverata, contrariamente  a  quanto  asserito) dopo  una  lunga  premessa  teorica,  non  chiariscono  come  siano  stati elaborati  i  dati  risultanti  dagli  estratti  conto  scalari  e  come  siano  stati  determinati  i  tassi  effettivi applicati.

Inoltre,  i  suddetti  conteggi  si  fondano  su  un  presupposto  errato perché  adottano  premesse  teoriche che  non  trovano  corrispondenza  nel  reale  contesto  del  rapporto  esaminato  ed  applicano  un  criterio che  cumula  interessi  debitori,  commissioni  di  massimo  scoperto  ed  altre  spese  per  singole  operazioni al  fine  di  dimostrare  che,  nel  corso  del  rapporto,  tale  limite  sarebbe  stato  oltrepassato:  in  particolare, includono  nella  determinazione  del  TEG  indistintamente  tutti  gli  oneri  contabilizzati  negli  estratti  di conto  corrente. Siffatto  criterio  non  appare  corretto  in  quanto  accomuna  nel  ricalcolo  degli  interessi  voci  che  hanno natura  diversa  da  quella  di  remunerazione  per  le  prestazioni  consistenti  nel  prestito  di  denaro,  quali  le spese  di  tenuta  conto,  e  che,  pertanto,  non  possono  concorrere  a  determinare  il  tasso  d’interesse complessivo  da  rapportare  al  tasso  soglia.

Si  consideri,  infatti,  che  il  superamento  del  tasso  sogliaviene  determinato  secondo  una  specifica procedura  amministrativa  prevista  dalla  legge.

…(spiegazione di tutta la legge e la procedura amministrativa prevista dalla stessa)…

La  perizia  di  parte  non  ha  chiarito  quali  criteri  abbia  applicato  nell’elaborazione  dei  propri  conteggi  e non  ha  dimostrato  di  essersi  attenuta alle  suddette  disposizioni. Peraltro nonostante i criteri errati, il risultato dell’elaborazione evidenzia il superamento  del  tasso  soglia  solo  nel  corso  del  rapporto  ed  in  alcune  trimestralità  soltanto

Per quanto riguarda l’usura soggettiva, va rilevato che manca del tutto la prova”

 

Ho dei dubbi, voglio chiedere ad un avvocato esperto:
Avv. Di Loreto le è chiaro cosa scrive il Dott Burrati? Lei per me è il MASSIMO ESPERTO, come è stato possibile che non si sia accorto di queste scandalose carenze di documenti necessari per legge, come ben articola nella sua spiegazione il Dott. Burrati?
I suoi colleghi con Lei, Avv Biagio Riccio, Avv Massimo Meloni e Avv Michele Rondinelli responsabili del comparto legale di SDL Centrostudi, mai nessun dubbio a nessuno di VOI?
Avv. Di Loreto ma in questo caso esiste la responsabilità professionale dell’avvocato che ha seguito la Sig.ra MG?

Respinta anche la richiesta della Banca (fortunatamente per MG) perche:

“…Va  disattesa  anche  la  domanda  riconvenzionale  proposta  dalla  Banca. Infatti,  la  domanda  di  condanna al  pagamento  del  saldo  debitore  del  conto  corrente  presuppone l’individuazione  di  un  credito  certo  nella  sua  composizione  ed  entità  ed  il  relativo  onere  di  allegazione  dei  fatti  a  supporto  del  credito  e  delle  relative  prove  compete  proprio  alla  Banca,  che  è  parte  attrice  in riconvenzione.

Tale  lacuna  di  allegazione  impedisce  la  rielaborazione  dei  conteggi  per  ricalcolare  il  saldo  depurato dagli  addebiti  illegittimi,  dal  momento  che  mancano  gli  estratti  conto  dall’apertura  del  conto  e  fino  al  3° trimestre  2002″

Devo però sottolineare la bellissima frase contenuta in sentenza riguardo la richiesta della Banca sulla nullità dell’atto di citazione di parte attrice, di MG: “la banca chiede la nullità della citazione per la genericità delle allegazioni, la mancanza di qualsiasi riferimento a documenti ed i molteplici errori contenuti nell’atto, espressione dell’utilizzo di un modello preconfezionato…”

Una delle mie care amiche userebbe questa epressione: strepitoso! Un atto di citazione pieno di errori, generico, espressione di un modello preconfezionato, tripudio d’eccellenza non c’è che dire.

Non c’è che dire MG ti è andata bene, spero non ti sia stato proposto un appello, mi pare inutile che tu segua questa strada.

Ma quanto è costata questa inutile operazione dove l’ unico soggetto che ha avuto un reale vantaggio economico, un bel guadagno al solito è solo SDL Centrostudi di fatto oggi SPA?

Analizzando bene ci sono chiari i costi, a parte quelli sostenuti di MG, tutti gli atri costi di questo inutile procedimento in capo a tutti noi cittadini, TUTTI da Nord a Sud isole comprese, sia in termini di spesa del servizio pubblico sia nei termini di inutilità nel portare davanti alla giustizia procedimenti inutili con il conseguente disagio per tutti quelli che hanno invece un reale bisogno e che si vedranno i tempi dilatati nell’assegnazione delle udienze perchè non c’è abbastanza personale anche per gestire le INUTILITA. (Odio non poter scrivere le parolacce, perchè qui ci stanno tutte!)

Voglio anche esprimere un pensiero verso tutti i professionisti seri, che con probabilità verranno guardati con pregiudizio e sfiducia sia dai cittadini che dalla Giustizia…

…le Banche ringraziano SDL Centrostudi e in questo caso illustre socio fondatore Prof. Avv. Serafino Di Loreto.

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30 pensieri su “SDL Centrostudi perde anche al Tribunale di Monza

  1. Ti sei accertata Betty che le banche ti paghino loro anche le spese di soccombenza dopo il terzo grado? Spero non dovrai prostituirti per farlo..

    • @ davide
      Ti sei accertato che Serafino abbia ancora i 0.30 centesimi per pagare la tua trollata?
      Lo sai che dare della prostituta questa si che è diffamazioni? Vuoi che ti vengano portate via anche le mutande firmate dalla Sartoria SDL with love ?

      Su sfigatello tornatene a vendere le treccani porta a porta che almeno fai qualcosa di acculturato…..

    • Ah! Adesso ricordo, Davide hai una faccia troppo conosciuta per essere dimenticata. Sei quell’accessorio in ceramica che, posizionato a parete, si trova nei bagni degli autogrill, dove gli UOMINI… Sì! Sì! Sei proprio tu!
      Studiare le teorie di Cesare Lombroso, aiuta a riconoscere e ricordare i soggetti come te…

  2. Buonasera, vorrei porre all’attenzione, dei lettori del blog di Deborah Betti, un estratto dell’articolo pubblicato il 19 dicembre u.s. su articolo21.org:
    “Tra coloro che a Latina vogliono chiarezza e giustizia sull’intera vicenda si annovera, in primis, l’associazione onlus Giusta-Mente, formata da imprenditori e singoli cittadini di Latina che hanno vissuto in prima persona il meccanismo della cricca appena descritto. Sembra, infatti, che queste procedure fallimentari siano state avviate spesso a seguito di accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e dei relativi procedimenti di riscossione da parte di Equitalia (quella dove fino all’anno scorso era Vicepresidente Esecutivo Antonio Mastrapasqua, per intenderci). Ciò avveniva nello stesso tempo in cui le banche chiudevano improvvisamente le linee di credito decennali con questi clienti, mentre faccendieri-avvocati, molto noti a Latina, si proponevano per operazioni di svendita non solo del patrimonio sociale, ma persino dell’intera storia imprenditoriale della malcapitata azienda. Dal meccanismo però sembra sino rimaste escluse alcune società sulle quali sono già emerse gravi irregolarità amministrative e patrimoniali: uno per tutti è il caso della Aviointeriors di Tor Tre Ponti – Latina, di proprietà dell’imprenditore napoletano Alberto Veneruso. I lavoratori in quel caso hanno dovuto persino organizzare un sit-in davanti alla sede della Guardia di Finanza di Latina per poter esporre le incredibili anomalie che si erano ritrovati in busta paga. Le altre aziende invece sono finite nel tritacarne e con loro anche centinaia di lavoratori e lavoratrici insieme alle loro famiglie. Che si trattasse di una catena di supermercati, di un complesso immobiliare mai ultimato, di un caseificio, di un pastificio, di un’industria tessile, di un’attività commerciale o di un’azienda agricola, non importa. Ogni azienda era un’occasione di arricchimento per la cricca. Non si contano i casi in cui queste attività sono state spinte dall’intero sistema in una crisi irreversibile, anche se avevano margini per potersi risollevare. Presso la sezione fallimentare di Latina i fascicoli di fallimento sono più che raddoppiati negli ultimi anni e solo in parte ciò sembrerebbe dovuto alla crisi.”
    Chiedo scusa se i miei interventi possono sembrare ripetitivi, ma dopo 20 anni trascorsi a subire angherie di ogni genere, anche professionalmente, da parte di un “sistema” caratterizzato dal metodo mafioso, ritengo doveroso e importante evidenziare quelli che oggi posso, senza timore alcuno di essere smentito, individuare come gli ideatori di un meccanismo basato sulle colleganze che ha come fine quello dell’indebito arricchimento, inteso sia da un punto di vista monetario che di mere utilità. Sono di questi giorni alcuni riscontri che ho avuto modo di approfondire sul deep web e che mi hanno portato a una sedicente Fratellanza Forense che fa capo a un gruppo di avvocati.

  3. Sono Mg, e una risposta mi pare doversa, nonchè un’analisi psicologica del piccolo imprenditore(scusate non voglio essere presuntuosa)
    L’idea di SDL era buona, perchè in un periodo di crisi, durante il quale tutti gli imprenditori si trovavano in balia di un vortice che sembrava (anzi sembra) essere senza fine, recuperare dei soldi dalle banche, che tutti capivamo che, non potendone fare a meno eravamo come dei burattini nelle loro mani (soprattutto i piccoli imprenditori, che impegnati a procurare lavoro, e a realizzarlo, non avevano tempo di stare dietro a tante piccole clausole e controlli)
    Quindi quello che ci proponeva SDL sembrava un oasi felice; non avevamo capito che SDL era come, se non peggio delle banche, perchè stava cavalcando l’onda di chi era quasi alla disperazione. La mia azienda e quella di mio marito hanno fatto 3 cause e le hanno perse tutte e 3, aggiungendo danno su danno; non solo ho saputo che i documenti presentati da SDL erano spesso deficitari o presentati in maniera approssimativa, se non proprio presentati, come nel mio caso
    Ora le porcherie che hanno fatto le banche stanno venendo a galla e quelle di SDL pure, grazie a te Deborah, perchè è veramente difficile “non mollare”. In questi anni ho visto nascere e morire molte associazioni a difesa delle piccole imprese, ma poi finite nel nulla. Ovviamente i politici ringraziano, ma non mollare è molto dura
    Anch’io nel mio piccolo non rinuncio mai quando trovo uno spiraglio a combattere contro la Deutsche-Bank, nella speranza che ogni seme che si pianta prima o poi darà i frutti sperati
    A questo proposito approffito per raccontare la mia storia di mala gestione bancaria

    Bene la mia è una storia di un singolo, ma mi chiedo quanti singoli siamo stati, a disperarci da soli, perché tanti sapevano, e tacevano
    Ho ereditato da mia mamma, che credeva nella borsa, una certa quantità di titoli. Un funzionario della Deutsche Bank, Stefano Fossati, mi aveva mostrato una lettera della Deutsche bank che consigliava di comperare le soft line, azioni tedesche di cui la Deutsche sarebbe entrata in società
    Il costo delle azioni allora di circa 70000 lire e io ne ho acquistato per 300.000.000 di lire
    Subito dopo l’acquisto le azioni sono cominciate a precipitare vertiginosamente, e il funzionario di banca, invece di sollecitarmi a vendere, per non perdere tutto, è stato zitto, non solo qualche tempo dopo è stato trasferito alla sede di Lecco e nonostante le mie continue telefonate, molto cortesemente mi ha detto che dovevo rivolgermi ai suoi colleghi della banca di Vedano al Lambro
    Tramite la mia amica Anne, tedesca, ho più volte scritto alla sede della Softline, la quale rispondeva, ovviamente, quello che poteva rispondere di rivolgermi alla banca dove avevo acquistato le azioni
    Io non ho mai mollato il colpo e di tanto in tanto tornavo a farmi viva, e nel frattempo ho letto un libro illuminante “LA BANCA BASSOTTI”, scritto da un ex impiegato di banca, che descriveva i vomitevoli metodi, ai quali non ha retto, di impiegati bancari, che su sollecitazione della banca, invitavano le persone, soprattutto i più deboli che si affidavano alla banca per tutelare i loro risparmi ad acquistare titoli spazzatura.
    Ho pensato tante volte di denunciare la Deutsche-bank, ma come avrebbe potuto vincere Davide contro Golia? In questo caso non ci sarebbe voluta una fionda, ma soldi per combattere
    Ho combattuto come ho potuto, denunciando la Banca per anatocismo, con SDL, e cosa ho ottenuto? Che ho perso la causa, aggiungendo beffa su beffa
    Io vorrei trovare altri come me, che attraverso un blog, magari il tuo, possano far crescere la nostra voce e denunciare queste persone senza pudore
    Ah inoltre una volta alle mie proteste mi è stato detto che avrei dovuto sapere cosa firmavo e che ci poteva essere un rischio, ma che cavolo di risposta è? Se uno si spaccia per consulente bancario deve tutelare gli interesse dei clienti, non farlo affossare. E sai perché ti dico questa cosa? Perché sempre mia mamma aveva dei titoli dell’Argentina, ed erano affidati a una Consulente che consideravo odiosa: bene questa consulente, non mi ha fatto perdere una lira, perché era coscienziosa. (caso rarissimo)
    Faccio un auto analisi: forse dovevo investirne solo una parte di quei soldi, ma quando ti fidi di una persona a cui affidi i tuoi risparmi, ti aspetti che magari sia lui a consigliarti
    Oggi le soft line nel mio portafoglio valgono circa 1000 euro
    Spero che risalgano tra 20 anni, magari potranno servire ai miei nipoti

  4. Sig.ra Betti, un mio amico di Madrid mi ha detto che in Spagna, stranamente, da settembre 2010 è aumentato il numero di abogados e lui non riusciva a spiegarsi il perché ……… io gli ho detto di stare tranquillo e che è tutto normale visto che a Mazzanos de Espagna c’è una forte richiesta di legali tutti nacchere e sangria.

  5. Buongiorno Deborah,
    un tempo lavorai per SDL.
    quell’esperienza fu un piccolo errore che non ripeterò.
    come sono solito fare sono andato al fondo delle cose contattando diversi professionisti e scoprendo, con molta probabilità, il professionista che diede origine alla dicitura software certificato università di bologna il quale negò di aver ceduto tale programma a SDL.
    se non rammento male ebbi anche contatti con detta università cercando un referente che potesse confermare detta certificazione all’interno del dipartimento di economia o similari. non trovai nessuno.
    Ritengo che il successo di un’azienda non sia misurabile se non si conoscono gli obiettivi aziendali prefissati.
    se per ipotesi un’azienda avesse come fine la qualità ma registrasse una grande percentuale di clienti scontenti detta azienda avrebbe fallito i propri obiettivi.
    se d’altro canto un’azienda avesse come obiettivo di raggiungere un target economico a prescindere dall’etica , dal rispetto degli altri, dall’onestà intellettuale ma avesse raggiunto risultati economici in linea con gli obiettivi detta azienda potrebbe essere definita di successo.
    le valutazioni etiche sono funzione della chiave di lettura : valutiamo da un vertice di osservazione pro etico alcune aziende valgono zero altre il massimo, in mezzo il resto del mondo.

    • breve equazione matematica, vediamo chi la risolve

      ETICA : SDL = RUBY : MAGGIORE ETA’
      oppure
      ETICA : SDL = ARCORE : CENE ELEGANTI

  6. Insomma la betty è contro gli imprenditori Italiani…pur di dar torto all SDL va addirittura contro gli imprenditori..Se leggete la sentenza vi accorgerete come il giudice cerchi in tutti i modi di dar ragione alla banca…e poi.. Quella della perizia che non è asseverata mi fa proprio ridere Betty…è bello prendere soldi facili dal sign. L. e company per stare tutto il giorno sul Po a scrivere gigantesche caccate. Hai rotto le palle

    • Alessandro evidentemente hai problemi di lettura, o di comprensione su quello che leggi.
      Evidente dall’uso improprio di “Betty” (inteso come diminutivo di un nome) con Betti (è il mio cognome) nome Deborah – per te Sig.ra Betti.
      Questo dice il tuo livello di attenzione nella lettura e il suo grado di capire quello che leggi… dispiaciuta per te!
      Oggi pubblico, ma in futuro invito ad usare toni educati e niente parolacce.
      Cosa hai bisogno di dimostrare con le parolacce?
      Che uno che lavora in SDL o azienda similare è intelligente e ha capito quel che ha letto?
      Ti assicuro hai dimostrato un livello basso, ma basso!
      Per la cronaca conosco di persona l’imprenditrice MG e ti assicuro che noi imprenditori siamo uniti.
      Pensa alla tua categoria di Procacciatori d’affari occasionali… per chiunque tu lavori!
      Buona sera

    • su Alessandro non essere nervosetto che a breve tornerai a girare le valli bergamasche con il tuo campionario di batterie di pentole…

  7. Mi punge vaghezza, dalla puntata di ieri, 29 novembre 2015, di Report Rai 3, alla domanda della giornalista: “Quanti sono gli avvocati cassazionisti?”
    Risponde il, Magistrato di Cassazione, dott. Aniello Nappi: “In Germania una 40ina, in Francia circa 100, in Italia più di 50.000 (cinquantamila).”
    Lites sua sidera habent

  8. Buona sera sig.ra Betti

    Lo Studio che rappresento svolge attività di consulenza tecnica bancaria e finanziaria a seguito di incarichi conferiti da imprese, piccoli Istituti di Credito, procedure concorsuali e curatele fallimentari.
    Non preciso il mio nome, poichè questo intervento non deve essere recepito come un monito promozionale, bensì come un modesto apporto alla sua “voce” di protesta, nei confronti di sedicenti professionisti, persone disoneste e arroganti malfattori.
    Il suo blog ha colto la mia attenzione, poichè stavo eseguendo alcune verifiche in merito ad una società che produce “perizie” (definirle tali, è un’offesa al concetto di consulenza e metodologia di calcolo) che sempre più spesso giungono al mio Studio da parte di piccoli Isituti di Credito, affinchè noi si fornisca loro la consulenza in merito alla fondatezza (la riscontriamo sempre meno) della Domanda; nonchè dagli Studi Legali che necessitano di un fondamento tecnico, per poter procedere in sede penale e civile nei confronti dei “periziatari”, e loro venditori, che hanno gabbato i clienti.

    E’ oltremodo aberrante come i “lavori peritali” redatti e sottoscritti da taluni soggetti siano sprovvisti di: metodologia applicata – Decreti Ministeriali dai quali si evince la soglia – documentazione necessaria allegata – domanda scritta a mezzo raccomandata qualora manchi anche una sola liquidazione trimestrale (per non parlare dei contratti di accensione rapporto di conto corrente, nonchè di affidamento)- e molto altro ancora, poichè un lavoro peritale è tale, solo se rispetta determinati imprescindibili requisiti tecnici e giuridici.

    Non ultimo, si permettono di scrivere un importo per la rifusione della somma, caratterizzato dall’USURA SOGGETTIVA !!?
    Non è matematicamente dimostrabile! non può essere supportata da alcuna metodologia di calcolo! Non esiste algoritmo! (ho sintetizzato, per non tediare)

    Concludo affermando che, anche se un lavoro peritale e la relativa consulenza e assistenza tecnica allo Studio Legale (osservazioni alle comparse, memorie ecc ecc), sono più che corrette ed eseguite con i dovuti requisiti, MAI potrà garantire un esito certo della Mediazione esperita o del Giudizio introdotto, poichè insiste sempre e comunque L’ALEA DEL GIUDIZIO.

    Ciò che si può fare, è valutare preliminarmente l’indirizzo adotatto dal Tribunale A diverso dal Tribunale B; ma anche questo è un insieme di ipotesi, che possono essere utili (non ho scritto indicazioni che portano alla vittoria), in fase di studio e analisi della controversia di concerto con l’avvocato.

    La consulenza tecnica bancaria e finanziaria è un insieme di attività consulenziali caratterizzate da metodologie, giurisprudenza esistente e profonda conoscenza del Sistema e delle Circolari di Banca d’Italia.

    Tali attività, affinchè si possano definire peritali, non terminano con la produzione di una perizia da vendere al mercato rionale o tramite rappresentanti commerciali, che fino a ieri non avevano contezza di cosa fosse una liquidazione trimestrale.

    Grazie per l’attenzione, spero nel mio piccolo di aver fornito un ulteriore elemento di valutazione, quando sentite bussare alla porta con la frase: Buon giorno noi di xxxxxx vi facciamo vincere se sul tuo conto c’è usura.

    Buona giornata

  9. Per quanto si possa voler male alla SDL (io per primo), questo però è un articolo sulla stessa linea d’onda di quelli trionfalistici e pubblicitari della stessa SDL.
    D’accordo sulla censura in merito all’usura soggettiva, ma totalmente in disaccordo per ciò che riguarda la documentazione e la formula applicata per calcolare il TEG.
    L’assenza del contratto d’apertura è totalmente pretestuosa in quanto nel 99% dei casi gli unici documenti cui il cliente dispone sono solo gli estratti conto dovendo talvolta ricorrere a decreti ingiuntivi per entrare in possesso del contratto di apertura. Il superamento della soglia di usura, così come l’applicazione di anatocismo (soprattutto ante Delibera CICR 2000), per essere accertati, non hanno di certo bisogno della presenza del contratto di apertura. Di certo non posso sostenere la nullità della clausola di determinazione delle CMS se non ho il contratto, bisogna vedere cosa è stato chiesto in citazione.
    Quanto alla formula di determinazione del TEG, c’è un’accesa diatriba su quale debba essere applicata e non si può certo speculare sul fatto che un giudice abbia dato per buone le indicazioni della Banca d’Italia quando ve ne sono molti altri che la disconoscono.
    Per il fatto poi che il software non sia “asseverato”, bhè, non vuol dire un bel niente perchè nessun software è asseverato. Ci sono decine di software in commercio tutti ottimamente funzionanti che non hanno alcuna asseverazione…..anche perchè non esistono “asseverazioni” e la maggior parte dei calcoli possono essere attuati anche solo da un foglio excel ben sviluppato! E’ chiaro che, nell’illustrazione del procedimento utilizzato, debbano essere indicate le formule ed i criteri adottati.
    Non è corretto che la SDL faccia cause talvolta per la sola usura soggettiva (fatemi vedere una sentenza che la riconosce), facendo seguire anche denunce penali, omettendo qualsiasi tipo di informazione e comunicazione al cliente, ignaro di ogni eventuale rischio e conseguenza.
    Tra tutte le sentenze che si potevano citare, questa, sarebbe proprio quella meno significativa.

    • Grazie Lorenzo,
      per il tuo commento.
      Mi permetto solo di sottolineare che la differenza tra queste sentenze (di certa attribuzione ad SDL) e quelle pubblicate da SDL è che quelle pubblicate nel loro sito sono antecedenti all’apertura di questa società o facilmente riconducibili a soggetti professionisti che mai hanno operato per SDL, un esempio tra tutti L’Avv Tanza.
      Io non mi arrogo il diritto di saperne in giurisprudenza e non prometto (come è successo a me) vittorie certe.
      Questo è l’unico motivo per cui vengono pubblicate, così!
      Se poi questo blog dovesse servire ad aprire una tavola rotonda seria per favorire il rapporto tra banca/cliente e tra banca/cliente/magistratura io non posso che essere felice del fatto che da questa brutta storia si racavi qualcosa di buono.
      Grazie ancora

      • Deborah, sono d’accordo con tutto ciò che dici. Ogni causa, ogni rapporto bancario ed ogni cliente fanno storia a sè. Ciò che volevo sottolineare è che perdere la causa, soprattutto in una materia come questa dove non c’è uniformità giurisprudenziale, fa parte del gioco, l’importante è che il cliente venga informato e che non gli vengano date false illusioni solo per “estorcere” una perizia in più.
        In questo caso mi sembra di percepire che la SDL sia andata incontro, eccetto per alcuni aspetti, ad ordinarie motivazioni di giudici “pro indirizzo bancario”.
        Bisogna poi vedere cosa si scrive negli atti, ovvio.
        Capisco che, anche giustamente, ciò a cui si vuol dare risalto qui, sia che la loro pubblicità ingannevole sia stata smentita dai fatti. Non va dimenticato però che queste cause, soprattutto in primo grado, si possono perdere eccome……..il cliente però lo deve sapere prima!

    • si manda in giudizio un cliente ( ricordo che qui non è stata la Banca ad attaccare il cliente ma viceversa ) SENZA AVVERTIRLO DEL RISCHIO per recuperare 3000 euro ?

  10. Il mio intervento è finalizzato a manifestare il piacere che provo nell’apprendere che il blog di Deborah Betti non sarà “imbavagliato”. Per il resto, sono diversamente orientato sulle responsabilità delle sentenze e sui giudizi, in generale, di cui restano unici titolari e titolati i correntisti e i loro avvocati. Questo per sottolineare come gli avvocati debbano tutelare gli interessi dei propri assistiti che sono e restano solo i correntisti.

  11. Sciùra Betti ma com’è che a lei capitano sempre e solo sentenze di soccombenza dei nostri espertoni e luminari del diritto bancario sulle 19.000 cause vinte che ci sono nell’arco della penisola? Ma vuoi vedere che forse i numeri sparati dal prof.avv. illustrissimo ex abogados Di Loreto e dal suo socio Pigolotto siano un tantinello, come dire, gonfiati?

    Ad ogni modo questa sentenza è importante perché il giudice Burrati sintetizza in 5 pagine quelle che sono tutte le nefandezze commesse da questa amabile Associazione mettendo in risalto il reale valore di questa società, della carta straccia che vende (le perizie) e degli avvocati che vi collaborano. sintetizzando il giudice respinge le pretese di parte attrice perché:

    1) l’atto di citazione, scritto dagli allora ex abogados delle Asturie Di Loreto e dall’abogados di Madrid Valerio Astuni, è GENERICO,INCOMPLETO e MANCA DELLE ALLEGAZIONI MINIME oltre ad essere FOTOCOPIA di altri atti simili

    2) La perizia NON è ASSEVERATA (ma viene però venduta come tale se non come perizia giurata ) è elaborata con un software NON CERTIFICATO e di cui non si conosce il funzionamento ( ma sui contratti è SCRITTO CHE IL SOFTWARE è CERTIFICATO)

    3) La perizia così come l’atto di citazione è una COPIA FOTOSTATICA di altri elaborati simili (questo lo potete appurare da soli confrontando le perizie allegate in questo blog ) e soprattutto è stata elaborata SENZA TENERE CONTO DI DOCUMENTI FONDAMENTALI PER POTER CONDURRE QUESTE ANALISI SERIAMENTE

    4) Questo passaggio della sentenza è importante: ” Peraltro nonostante l’applicazione di criteri errati, il risultato dell’elaborazione evidenzia il superamento del tasso soglia ……IN ALCUNE TRIMESTRALITA’ SOLTANTO!!” e ancora: ” Per quanto riguarda l’USURA SOGGETTIVA …….MANCA DEL TUTTO LA PROVA ……DELL’ESISTENZA DI UNA PECULIARE CONDIZIONE DI DIFFICOLTA’ ECONOMICA E FINANZIARIA DEL CORRENTISTA NEL MOMENTO IN CUI TALI INTERESSI SONO STATI PATTUITI” . Dall’atto di citazione e dalla perizia in mio possesso in mio possesso si capisce che la parte attrice è stata mandata in giudizio per il recupero di una somma di 18.000 euro circa di cui però, e questo nella sentenza non è menzionato esplicitamente, SOLO 3.000 euro sono di USURA OGGETTIVA!!! Capite perché il giudice scrive ” il risultato dell’elaborazione evidenzia il superamento del tasso soglia ……IN ALCUNE TRIMESTRALITA’ SOLTANTO” la parte attrice è stata mandata in giudizio per recuperare SOLTANTO 3 mila euro !!!! il resto era fatto di usura soggettiva che questi che ho dimostrato non avere alcun valore probatorio senza una accurata dimostrazione dello stato di difficoltà economica e finanziaria del soggetto cosa che loro non fanno mai e che anche il giudice Burrati evidenzia. Usura soggettiva che invece serve a gonfiare il valore (falso e fittizio a questo punto) da recuperare in modo da indurre il cliente, allettato da somme da recuperare di cui non ci sono i minimi presupposti, a firmare il contratto

    è chiaro a tutti anche alla luce del recente articolo del fatto quotidiano
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/27/sdl-centrostudi-la-societa-che-dice-di-difendere-dallusura-vuol-censurare-blog-di-ex-cliente-scontenta/2223397/

    cosa va piano piano a delinearsi. La procura di Monza sta indagando e come già dissi tempo addietro alla fine del giro di giostra che a questo punto sembra essere sempre più vicino a pagare saranno tutti a partire dai commerciali che come degli stupidi hanno difeso a spada l’operato della società

    Che diranno domani a Mazzano? Potrebbe esserci la solita riunione del Lunedì, quali saranno le strategie del neo presidente Calabrò e di Di Loreto sui nuovi vertici aziendali? Verranno Mantenuti gli attuali Responsabili Aziendali e MD della società? Che tipo di contratti e che responsabilità hanno questi dall’alto della loro posizione? Qui in questa sentenza sono piuttosto chiare le responsabilità professionali degli avvocati invece, CHIEARE ED EVIDENTI! Quando i cittadini si uniranno tutti saranno guai anche per il Consiglio Nazionale Forense; mi sa!