Sono passati almeno 114 anni da questa citazione di Lord Acton, John Emerich Edward Dalberg Acton, storico, economista e politico; credo sia arrivato questo momento, gli strumenti ci sono, i professionisti ci sono, le persone sono cambiate e chiedono chiarezza e trasparenza nei rapporti finanziari tra banca e clienti.

Il momento del cambiamento è questo, è ORA.

Oggi infatti parliamo di NOVITA’, di strumenti alternativi ai Tribunali Italiani e di persone alternative che con la loro professionalità slegata dalla logica del profitto puro e semplice e fine solo a se stesso, migliorano questa spinosa relazione economica che inevitabilmente esiste nelle vita di tutti noi cittadini con le nostre banche.
Parliamo di casi di contenzioso bancario risolti fuori dai Tribunali italiani e risolti grazie ad un organismo messo a disposizione dalla stessa Banca d’Italia.

Decisione ABF n. 2600 del 2 aprile 2015 – Collegio Centro – in merito alla Trasparenza-TAEG-Nullità
Decisione ABF n. 7705 del 30 settembre 2015 – Collegio Centro – in merito alla Trasparenza-Usura
Decisione ABF n. 7720 del 30 settembre 2015 – Collegio Centro – in merito alla Trasparenza-Usura

Cos’è l’ABF, Arbitro Bancario Finanziario?Arbitro-Bancario-Finanziario-ABF

L’ABF – Arbitro Bancario Finanziario – è un sistema di risoluzione delle controversie sorte tra clienti e sistema bancario e finanziario: facile, economico e imparziale. 

L’Arbitro Bancario Finanziario è stato istituito nel 2009 dalla Banca d’Italia in attuazione dell’art. 128-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (TUB), introdotto dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262 (legge sul risparmio).

La legge sul risparmio ha previsto in particolare che nei settori bancario e finanziario operino sistemi volti alla risoluzione delle liti in via stragiudiziale, ossia al di fuori del processo ordinario. La legge fissa i principi ai quali i sistemi devono conformarsi: rapidità, economicità ed effettività della tutela; imparzialità e rappresentatività dell’organo decidente; salvaguardia del diritto di accesso agli altri mezzi di tutela previsti dall’ordinamento.

Caratteristiche principali dell’ABF, Arbitro Bancario Finanziario:
  1. un sistema “stragiudiziale” perché la risoluzione delle controversie avviene al di fuori dei tribunali
  2. tutte le banche e gli intermediari finanziari sono obbligati ad aderire all’ABF
  3. controversie proponibili sono operazioni o comportamenti sorti dopo il 1° gennaio 2009
  4. richiesta di condanna dell’intermediario non può essere superiore a €100.000,00
  5. costo per accedere all’organismo è di € 20,00.
  6. è possibile rivolgersi all’ABF e se non soddisfatti dell’esito rivolgersi al tribunale ordinario ma non viceversa

Vi avevo promesso una NOVITA’, eccola! 114 anni fa questo strumento non esisteva per di più messo a disposizione della stessa Banca d’Italia.
Così come nel 1966 la serie televisiva di grande successo Star Trek ci ha sbalordito tutti e appassionato al mondo della fantascienza mentre i personaggi utilizzavano il tablet sulla nave stellare Enterprice ci sembrava un futuro lontano, oggi tutti noi abbiamo un tablet e con quello controlliamo anche il riscaldamento o l’allarme di casa senza lasciare il nostro posto di lavoro.

Le cose cambiano e questo è spesso un fatto decisamente positivo. Per fortuna anche le persone, compresi i professionisti sono diversi…e come in questo caso ci sono quelli seri che contribuiscono a veri cambiamenti su tematiche scottanti. 

Conosco personalmente i professionisti che hanno curato queste pratiche allegate integralmente in questo post, hanno tutti conseguito titoli di studio specifici a pieni voti in prestigiose università italiane ma, nessuno di loro si fa chiamare Dott. o Prof. loro si chiamano semplicemente per nome, Mario, Carlo, Giovanni e Filippo.

Lavorano in gruppo ma anche da soli, hanno delle aziende che prestano servizi per le imprese e i cittadini nel contenzioso bancario fanno anche le perizie ma, niente pubblicità per loro la problematica legata al rapporto banca/cliente è una materia così seria e personale sia sotto l’aspetto materiale/economiche che personale/psicologico che va trattata con impegno, responsabilità e la dove è possibile, con diverse collaborazioni  messe in campo finalizzate a creare un vero cambiamento culturale.

Ho intervistato per noi, Mario su questo argomento, vi riporto l’intervista:

Deborah: Ciao Mario, grazie prima di tutto per la tua disponibilità, vorrei parlare con te di alcune cose, comincerei con alcune domande sulla decisione ABF nr 2006 del 2 Aprile 2015, quel’era il problema del cliente?

Mario: Ciao Deborah, grazie a te, è un piacere. Seguo il blog e ho accolto volentieri il tuo invito ad una intervista. In merito alla decisione ABF nr 2006 del 2 Aprile 2015 il cliente/consumatore si è rivolto a noi lamentando l’impossibilità di accedere al credito.

Il protocollo operativo della nostra azienda prevede la verifica del merito creditizio e il controllo tecnico/contabile dei contratti bancari.

Il merito creditizio è importante da verificare, e per i consumatori è sempre importante verificare le eventuali segnalazioni iscritte quanto meno in Crif (Centrale di Rischio Finanziario) e altri SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie).
Altrettanto importante è la verifica tecnica/contabile del contratto in quanto anomalie sul contratto incidono sulla regolarità delle segnalazioni negative.

In questo caso la verifica al Crif ha evidenziato delle segnalazioni negative causa ritardo nel pagamento di rate, e la verifica del contratto di credito al consumo ha evidenziato una violazione nella determinazione del TAEG da parte della finanziaria.

A questo punto abbiamo verificato le condizioni necessarie per accedere all’ABF, quindi abbiamo inoltrato il reclamo alla finanziaria contestando sia la segnalazione che la violazione della trasparenza ricevendo dalla stessa una risposta negativa, a questo punto abbiamo inoltrato il ricorso all’ABF.

Contestualmente abbiamo preparato una Relazione Tecnica con annessi e allegati CALCOLI MATEMATI, per fartela breve una perizia, … non mi guardare male! Giovanni nostro consulente esperto analista finanziario indipendente ha analizzato l’intero pacchetto di documenti relativo al cliente e da questa analisi si è dedotto che il tasso pattuito nel contratto di prestito al consumo non appariva rappresentativo del reale costo del credito.

Devi sapere che tutte le banche e le finanziarie che erogano prestiti e mutui sono obbligate ad indicare sia il TAN (Tasso Annuale Nominale) che il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).
Il TAN è il tasso di interesse che si utilizza per calcolare gli interessi pagati sul capitale prestato. Tuttavia gli interessi non sono l’unico costo che si deve sostenere quando si chiede un prestito, ci sono altre spese come il costo di apertura della pratica, le spese di incasso rata, le spese per imposte e tasse e le spese di assicurazione possono rendere un prestito meno conveniente di un altro a parità di TAN, o addirittura rendere meno conveniente un prestito con un TAN inferiore rispetto ad un altro.
Per permettere al consumatore/cliente di verificare l’effettiva convenienza di un finanziamento è stato creato il TAEG (o ISC Indicatore Sintetico di Costo), cioè un tasso fittizio che incorpora tutti i costi di un finanziamento e che tiene conto del tasso annuale effettivo. Il TAEG fornisce un unico indicatore che rende semplice ed immediato confrontare la convenienza di due prestiti, il prestito più conveniente sarà quello con il TAEG inferiore.

La presente vertenza si incentrava quindi sulla natura obbligatoria o facoltativa delle polizze assicurative stipulate dal cliente in occasione della sottoscrizione del finanziamento con l’intermediario finanziario.
Dall’analisi del contratto e dal calcolo matematico, è emerso che il TAEG, vale a dire il reale costo del finanziamento, risultava decisamente superiore rispetto a quanto indicato nel contratto di sottoscrizione del finanziamento medesimo, con conseguente violazione della normativa sulla trasparenza dei servizi bancari.

Deborah: quindi anche la vostra azienda fa le perizie, bene e perchè non sei andato in causa civile, perchè avete scelto di portare questa controversia in ABF?

Mario: l’ABF è un organismo messo a disposizione da Banca d’Italia. Gli azionisti di quest’ultima sono le banche stesse in diverse percentuali. Questo aspetto mi ha sempre incuriosito oltre che preoccupato per la reale imparzialità dell’organismo.

Tuttavia analizzando le loro decisoni e il loro operato che viene sempre pubblicato integralmente sul loro sito hanno evidenziato correttezza nelle decisioni che sono sempre ben motivate e per quel che ci riguarda condivisibili.

La scelta dell’ABF ha visto, come sempre, al centro delle nostre scelte aziendali prima di tutto la tutela del cliente:

  1. i benefici per il cliente
  2. l basso costo dei bolli per accedere alla procedura
  3. tempi molto più brevi rispetto al giudizio ordinario
  4. costi di consulenza e gestione del reclamo/ricorso nettamente più bassi rispetto sempre al giudizio ordinario.

In questo specifico caso poi, il beneficio per il cliente si è sposato con l’importanza della nosta società di farci riconoscere un principio dall’organismo e quindi implicitamente dalla Banca d’Italia stessa.
Ricordiamo che i Collegi dell’ABF non sono monocratici ma composti da rappresentanti delle banche, dei consumatori e da un Presidente.
Ci rivolgiamo quindi a un Collegio di tecnici molto competenti. Il beneficio in caso di esito positivo è quello di poter contare su un precedente, seppur non vincolante, di certo rilevante.
Dall’altro canto un Collegio di tale livello impone ai consulenti un’impostazione ineccepibile del ricorso. Non bisogna sottovalutare l’organismo solo perché stragiudiziale.

La tesi sottoposta al Collegio di Roma è stata accolta, declamando da un lato la violazione della normativa di trasparenza (Decisione 2600/2015).

Risultato finale

Il beneficio più importante è che il cliente ha risparmiato quasi due anni di rate da pagare, annullando quasi il debito residuo. Infatti dai calcoli rimasero solo tre rate da pagare.

Deborah: questi sono gli stessi principi che hanno portato Giovanni a rivolgersi all’ ABF anche per gli altri due clienti e che hanno poi conseguito le due decisioni n. 7720 e 7705 del 30 settembre 2015, queste però relative anche all’usura, davvero il cliente è in questo caso al centro di scelte serie e responsabili finalizzate prima di tutto alla sua tutela, esistete?

Mario: (ride)…facciamo del nostro meglio, il cliente va seguito singolarmete, in maniera personalizzata e va analizzata tutta l’intera documentazione relativa al suo problema. Ho letto il tuo precedente articolo sulle perizie e sono d’accordo con te sul fatto che la perizia è una innovativa metodologia di controllo e va usata proprio su questo principio, non bisogna sciupare questa occasione che ci permetterà anche di cambiare la cultura finanziaria nel nostro paese, noi speriamo di essere parte attrice di questo e speriamo di incontrare altre aziende che sposino questo principio, affinchè non ci siano più “deborahbetti” nel nostro paese.

Deborah: (scuote la testa) …Mario ti devo dare una brutta notizia però, sai che questo tuo importante obbiettivo raggiunto con la Decisione ABF n. 2600 del 2 aprile 2015 è stato pubblicato sul sito di SDL Centrostudi con un breve commento dell’ Avv. Paolo Missineo nella sezione “Leggi e Sentenze”? Al momento non c’è traccia delle Decisioni ABF n. 7705 e 7720 del 30 settembre 2015 non le avranno viste.

Mario: (ride) …pensi ne faranno buon uso Deborah?

Deborah: (guardo Mario in silenzio)

Grazie mille Mario, Carlo, Giovanni e Filippo spero di avere anche gli altri come ospiti su altri argomenti.