“…Ciò che invece sfugge clamorosamente nel caso di tali riottosi orientamenti giurisprudenziali, è la circostanza – tanto pacifica quanto decisiva – secondo la quale la cd. sommatoria, a ben vedere, è sovente perpetrata dalle stesse banche in sede contrattuale. È una formula oramai di stile quella che è data leggersi nei contratti di mutuo, che recita: ogni somma dovuta e non pagata al momento della scadenza della rata, produrrà automaticamente interessi di mora a favore della banca ed a carico della parte mutuataria. …

Se ciò è vero non si spiega il motivo per il quale tali (gravi ed apertamente illecite) pratiche, non debbano essere censurate dall’Autorità Giudiziaria, che invece in taluni casi – come quello in esame – arriva addirittura a sanzionare per temerarietà chi propone la domanda. …

…In altre e più semplici parole: il corollario secondo cui il concetto di “sommatoria” è una “mostruosità” ontologicamente inammissibile,poiché non contemplata da nessuna norma né da alcuna giurisprudenza, deve valere, in una logica paritetica sul piano genetico e funzionale, sia per il mutuatario che per le banche. Ciò perché, in caso contrario, il malcapitato cliente dello spregiudicato istituto di Credito, si troverebbe a dover subire gli effetti di tale – contrattualizzata – sommatoria fra interessi moratori e corrispettivi, senza però poterla contrastare nelle aule di giustizia, perché ritenuta “inammissibile”, o perché i tribunali sono troppo proni ai poterti forti.

…Tribunale di Parma sezione fallimentare procedura numero 26/2013 – Giudice delegato dott. Pietro Rogato; curatore rag. Raffaele Quarantelli – … Il tribunale di Bologna, con ordinanza del 10 novembre 2014, richiede al CTU di verificare …Il Tribunale di Siena, con ordinanza del 29 ottobre 2014 …incarica il CTU …sentenza 25/2015 del Tribunale di Enna .”

Volendo fortemente ammetere che il Prof. Avv Serafino Di Loreto ha sicuramente ragione nell’analizzare il forte squilibrio di potere nel rapporto tra banca e cliente (il mio caso ne è un esempio principe) in queste sue righe non trovo nessun aiuto alla mia esigenza di dover decidere cosa fare nel caso di condanna ad una simile batosta.

La giurisprudenza da lui elencata nel suo post mi rimanda continuamente a degli avvisi precisi da parte della Magistratura sull’analisi del contratto di mutuo; pare che solo attraverso un’analisi individuale di questo documento si possa capire e scegliere il corretto metodo per l’individuazione dell’usura all’interno di un mutuo, ma nella sua sentenza il Dott Bertola parla di “generici riferimenti”  riferito all’atto di citazione e alle memorie –  poi usa “metodologicamente sbagliata” e “tardivamente allegata” riferito al rientro nel costo del mutuo di altre voci spesa mai citate.

Non mi aiuta, qualcosa di certo non ha funzionato nell’analizzare questo contratto e nello stabilire il metodo e il Prof. Avv. Serafino Di Loreto non analizza nulla della sentenza in oggetto, non una parola.

A questo punto posso passare al piano B e interrogo un altro professionista per poter capire cosa fare sulla questione. Io, informata e consapevole.

Qui di seguto la chiaccherata tra me e Stella, fa l’avvocato, lavora anche in campo bancario e se volete leggere il suo prezioso, gratuito e professionale contributo in versione integrale lo trovate allegato, qui sotto i passaggi più significativi, per me: